Rosa, la Santa di Viterbo

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La storia e i monumenti di Viterbo

Nella regione,  culla dell’Impero Romano, tra la pianura maremmana e i Monti Cimini, sorge Viterbo, la città dei papi, una cittadina che tra le sue vie porta ancora forti i segni della sua storia.
La città ha infatti origini molto antiche, essendoci resti di insediamenti neolitici prima ed etruschi poi. Senza contare la forte impronta che i romani vi hanno lasciato: basta attraversare la Cassia, antica strada consolare, lungo la quale vi si scorgono le vestigia di antiche terme quali quelle Degli Ebrei, le Terme del masso di San Sisto e quelle splendide Terme del Bacucco che meravigliarono lo stesso Michelangelo. Viterbo conserva ancora la sua tradizione di importante centro termale, offrendo cure per la salute dello spirito e del corpo.

Passeggiare nel centro di Viterbo riporta con le sue strade, i suoi palazzi, monumenti e le antiche mura, all’epoca medioevale, quando la città ospitò la sede pontificia per volere di papa Alessandro IV, dal 1257 fino al 1281, quando papa Martino IV riportò la curia a Roma.
Il potere temporale e spirituale dei papi veniva esercitato nel Palazzo dei Papi, tra i più importanti di Viterbo: all’interno si possono ammirare una loggia, con leggere colonne a sostegno di sette archi, e la Sala del Conclave.
Proprio accanto a questo palazzo sorge il bellissimo Duomo di San Lorenzo, in stile romanico e risalente al XII secolo: colpisce all’esterno con la sua facciata rinascimentale, il campanile trecentesco con bande bicolori e doppie bifore; mentre all’interno sorprendono le tre navate e la pavimentazione in stile cosmatesco, con intarsi marmorei di vari colori e fantasie. Qui è sepolto Papa Giovanni XXI e si dice anche Papa Alessandro IV.

A due passi dal Duomo si trova il medioevale quartiere di San Pellegrino, con la centrale Piazza del Plebiscito, sulla quale si affacciano molti edifici tra i quali il Municipio e la Prefettura. Meritano una visita anche Piazza Fontana Grande, Piazza della Rocca, l’antica Torre del Branca e la chiesa di Santa Maria Nuova del 1080.

Il “Trasporto della Macchina”

Tra gli eventi più importanti che animano la città, grande importanza riveste la festa in onore della patrona di Viterbo, Santa Rosa, che si tiene il 4 settembre e che ha nel trasporto della macchina di Santa Rosa, il suo culmine e simbolo.

Una tradizione tanto antica, risalente al XVII, e suggestiva da essere stata dichiarata Patrimonio dell’Unesco e rientrare nella rete delle grandi macchine a spalle italiane.
La macchina altro non è che una torre-baldacchino, nata in passato con le sembianze di un campanile gotico, sulla cui cima è posta una statua bianca di Santa Rosa.
Questo baldacchino, fatto oggi in vetroresina e illuminato da fiaccole e lucine elettriche, viene portato a spalla in tutta la sua maestosità, essendo alto circa 30 metri, dai cosiddetti facchini di Santa Rosa, uomini vestiti in bianco con in vita una fascia rossa: il bianco simboleggia la purezza della santa, mentre il rosso i cardinali.

Una processione che parte da Piazza San Sisto per giungere al Santuario di Santa Rosa, in un percorso di 1 km attraversando piazze e vie cittadine, avvolte nell’oscurità e illuminate solo dall’arrivo della macchina, accompagnata dal grido dei facchini che inneggiano alla santa. L’evento simboleggia la traslazione (disposta dal Papa Alessandro IV) della salma della santa dalla chiesa di Santa Maria in Poggio al santuario di Santa Rosa.