“Ciao ‘mbare!”: itinerario alla scoperta della Sicilia orientale

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Ciao ‘mbare!“. È questa una delle frasi indispensabili che deve sapere chi si mette in viaggio per la parte orientale della Sicilia, terra nella quale la parola “’mbare”, che letteralmente significa “compare” viene naturalmente usata sia per salutare gli amici sia gli sconosciuti con i quali si sono scambiate quattro chiacchiere. Spostandosi nella parte occidentale dell’isola, lo stesso uso lo assume la parola cumpà (o compà), ma se si fa rotta verso est, “’mbare” è la parola da non dimenticare.  Una parola che capita spesso di usare, in una terra ospitale e ricca di bellezze come poche altre.

L’approdo naturale verso questa parte dell’isola è Messina, per chi arriva dalla Calabria, o Catania, arrivando in aereo. In entrambi i casi le città meritano una visita. Catania, in particolare, ha il grande fascino di un luogo ricco di storia, da scoprire partendo dalla spaziosa piazza del Duomo con la celeberrima fontana dell’elefante, simbolo della città. Da Catania si può scegliere se dirigersi lungo la costa affacciata verso il mare, o se addentrarsi nell’entroterra. Nel primo caso l’itinerario è un susseguirsi di splendidi paesi, più o meno grandi e più o meno turistici, tra i quali sicuramente spicca l’imperdibile Taormina, con il suo stupefacente teatro greco e le stradine caratteristiche il cui fascino non si spegne nonostante la quantità di turisti che sempre le popolano.

Optando, invece, per l’entroterra, la sagoma che svetta sul territorio è quella inconfondibile dell’Etna, vulcano attivo più alto d’Europa e dominatore di uno scenario selvaggio di impareggiabile fascino.
Sempre nell’entroterra, altrettanto straordinarie sono le Gole dell’Alcantara: profonde fenditure scavate nel terreno roccioso dal paziente lavoro millenario del fiume Alcantara. Un bagno rinfrescante in queste acque limpide e freschissime è tappa quasi obbligata in questa parte di Sicilia.

Veduta di Taormina
Veduta di Taormina

Rimanendo ad oriente, ma spostandosi verso sud, il territorio si fa più arido e la vegetazione lascia spazio agli onnipresenti muretti a secco. Prima di spingersi nell’entroterra fino a Ragusa, però, è necessario un ritorno sulla costa per visitare la magnifica Siracusa, città che porta con sé la silenziosa imponenza di quando dominava il Mediterraneo, seconda solo alla potentissima Atene. Ricchissima di tesori culturali e architettonici, Siracusa ha nell’isola dell’Ortigia il suo cuore più autentico, tra chiese scolpite nella pietra bianchissima e il mare azzurro intenso che lambisce le mura del castello Maniace.
Questa città apre idealmente lo scenario del Barocco siciliano, che riserva, in un territorio abbastanza delimitato come estensione, una serie di incredibili città una più bella dell’altra: Noto è “la capitale del Barocco”, ma il primato di bellezza è sicuramente da condividere con Modica, Ragusa Ibla o la meno conosciuta, ma non meno splendida, Scicli.

Spingendosi fino all’estremo sud, invece, è la natura che torna protagonista, con il mare a dominare gli infiniti panorami resi celebri, in tempi molto attuali, dalla serie tv dedicata al Commissario Montalbano, in gran parte girata proprio in questi luoghi. Marzamemi è un piccolo borgo che pare un gioiello; Pachino è il regno di pomodori che non si possono non assaggiare, mentre l’Isola delle correnti è l’estremo approdo dove mar Ionio e mar Tirreno si incontrano, in uno scenario indimenticabile.